Un’Altra Storia di Cinema e Fumetti

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Filippo Messina

Si è già detto e scritto tanto sui cinefumetti. Amandoli. Odiandoli. Elogiandoli e vituperandoli.

Luna park chiassosi, sterili macchine mangiasoldi? Legittimo intrattenimento, potenziale ispirazione per esperimenti cinematografici affascinanti? 

Non c’è una risposta univoca. Quel che possiamo fare è percorrere insieme la storia di questi due media e scoprire in quali modi si sono influenzati a vicenda, assorbendo spunti e tic dai costumi del loro tempo e dalle diverse sensibilità che li hanno generati. Non si può parlare di cinefumetti in modo esauriente senza parlare anche delle opere da cui hanno avuto origine, così come non è possibile ignorare la storia personale di chi li ha ideati e – perché no? –  dello stesso pubblico che li ha fruiti, a volte crescendo con loro.

Ogni film, ogni fumetto, ha avuto un suo perché e un suo quando. Un altro quando, diverso come le età di quanti li hanno seguiti entrambi dall’alba del XX secolo. Tutti, Generazione Silenziosa, Baby Boomer, Generazione X e Millenials, fino ai Generation Z e ai giovanissimi Generation Alpha, devono più di quanto pensano a questo vastissimo immaginario rimbalzato dalla pagina disegnata al grande (e piccolo) schermo per oltre cento anni. 

Ci attende un viaggio in una sorta di Preistoria, quando fumetto e cinema si incontrarono per la prima volta e s’accese la scintilla di un amore duraturo.

I tempi oscuri del Medioevo, tempo in cui i due linguaggi ebbero un rapporto travagliato, ma anche un intenso Rinascimento e la definitiva consacrazione commerciale dell’Età Moderna e dell’Età Contemporanea.

I cinefumetti, dopotutto, sono solo un pretesto. Lo spunto per rivivere insieme una lunga storia di passioni, di sogni, a volte realizzati, altre no, e di sorprendenti esplosioni artistiche. 

Un’altra storia, tra le tante già sentite, che parla di fumetti e di cinema. Ma in fondo, parla sempre e soprattutto di noi.

 

 

 

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